Consensus by Rinaldo Lampis

Movimento per la libertà di pensiero e di cura

Movimento per la libertà di pensiero e di cura
Febbraio 2, 2006

Valori del Futuro. Arriva da un paese buddista l’idea della Felicità Interna Lorda per una nazione.

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Non più il Prodotto Interno Lordo per misurare la qualità di vita di una nazione, ma la Felicità interna Lorda.
La mente materialista italiana riuscirà ad afferrare il concetto? rl


Di Stephan Herrera

Da ENEL Magazine e Technology Review del MIT

A fine anni Ottanta, il re del Bhutan, che aveva frequentato l’Università di Oxford, si rese protagonista della celebre asserzione secondo cui la Totale Felicità Interna (Gross National Happiness –Gnh) sarebbe di gran lunga più importante del Prodotto Interno Lordo (Gross National Product - Gnp).

Tra i fattori cruciali che determinano la Gnh, a sua detta, c’erano il buon governo e uno sviluppo economico sostenibile, la tutela dei valori culturali e religiosi, l’annullamento della povertà e la salvaguardia dell’ambiente.
Di recente, sono stati aggiunti all’elenco anche assistenza sanitaria e istruzione.

Ma lo stesso Centro Studi del Bhutan, ente che si occupa di promozione della Gnh in tutta la nazione, ammette che tale fattore non può ancora essere misurato, ma sicuramente lo sarà un giorno.
A maggio del 2005, per esempio, è stato effettuato il primo sondaggio su scala nazionale volto a stabilire se la popolazione del Buthan sia oggi più felice di quanto non fosse dieci anni fa. Le conclusioni del sondaggio verranno pubblicate nel 2006.

Trovare anomalie nel concetto di Gnh è facilissimo. Ciò nondimeno, quando sono stato in Bhutan all’inizio di quest’anno, tutti quelli con cui ho parlato – intellettuali, imprenditori, studenti dei paesini più isolati – pensavano che fosse assolutamente un ottimo modo per mantenere integre e oneste le istituzioni. E durante il nostro incontro nel suo modesto ufficio, il Primo Ministro Lyonpo Zimba mi ha detto che:
I pilastri cruciali del Bhutan sono rappresentati dalla sua cultura, dalla sua religione, dalla sua lingua, dal suo ambiente e dalla sua popolazione. In un certo senso, siamo identici a una qualsiasi piccola azienda con una sua particolare nicchia di mercato.

Per sopravvivere dobbiamo modernizzarci. Ma dobbiamo riuscirci al contempo assicurandoci di non distruggere, nel corso di questo processo, le peculiarità che ci rendono unici. La Gnh è stata la trovata del nostro Re per far sì che non perdessimo la nostra identità nel cammino verso la civilizzazione”.

Progresso inarrestabile
E che si dice, invece, per quanto concerne stime più convenzionali?
Il Bhutan è pieno di fattori da misurare, alcuni positive e altri meno. Partiamo dal negativo. Secondo alcune analisi, circa il 90 per cento della popolazione del paese vive al limite della soglia di minimo sostentamento. Quasi due terzi del paese manca ancora di elettricità, un quarto non ha a disposizione acqua potabile.

Quest’ultimo elemento è probabilmente una delle principali ragioni per cui il Bhutan non è un luogo particolarmente salubre in cui vivere. L’aspettativa di vita media si aggira intorno ai 63 anni, di gran lunga inferiore rispetto alle medie dei paesi industrializzati.

Gli individui abbastanza fortunati da riuscire a raggiungere un ospedale di una delle città maggiori, come Thimphu o Phuentsholing, si trovano a disposizione strutture di grandi dimensioni e di estetica moderna. Ma il problema è che la gran parte del personale medico e paramedico manca delle competenze di base, e non sa nulla né di chirurgia né di cure ambulatoriali.

C’è da considerare, però, che il processo di modernizzazione del Bhutan ha avuto inizio solo negli anni Cinquanta. Prima, non esistevano strade asfaltate, la maggior parte delle abitazioni era fatta di erba e fango, il tasso di alfabetismo era bassissimo, e la mortalità estremamente elevata.

I progressi che il paese è riuscito a compiere da allora sono a dir poco straordinari. L’attuale Re, salito al trono nel 1974, ha investito le magre finanze della nazione nella costruzione di un aeroporto, di una strada di collegamento tra la parte orientale e quella occidentale della regione, di ponti, scuole pubbliche, strutture sanitarie, e tecnologie di produzione energetica alternativa come le centrali idroelettriche, che soddisfano il pressoché totale fabbisogno di elettricità del paese.

E in fin dei conti la cosa ha assolutamente funzionato. Dal 1993 al 2003, l’economia è cresciuto in media del 6,72 per cento l’anno. A parte la Cina, nessuna delle regioni limitrofe – compresa l’India – ha sperimentato un incremento del genere.

Oltre il 90 per cento dei bambini, oggi, arrivano a frequentare almeno la quinta elementare. Nel 2003 è stata inaugurata la prima università.
Da destinazione off limits, il Bhutan si è recentemente trasformato in meta privilegiata di turisti ben provvisti di denaro, in parte anche perché i visti turistici sono particolarmente difficili da ottenere e chi riesce a conquistarsene uno ha pertanto la sensazione di avere la possibilità di visitare un posto davvero speciale.

Nel corso del processo di modernizzazione, il Bhutan ha anche potenziato la regolamentazione volta a controllare l’inquinamento, le estrazioni minerarie e il disboscamento. Circa il 70 per cento delle foreste della regione è zona protetta. Nuove leggi, inoltre, bandiscono il fumo, il gioco d’azzardo e la prostituzione; e sono stati attivati anche dei codici anticorruzione e antispeculazione edilizia.
Di Stephan Herrera
© Technology Review

 


mandato da Rinaldo Lampis il Giovedì Febbraio 2 2006

URL of this article:
http://www.newmediaexplorer.org/rinaldo_lampis/2006/02/02/valori_del_futuro_arriva_da_un_paese_buddista_lidea_della_felicita_interna_lorda_per_una_nazione.htm

 


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